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Matera: lo scenario
Breve itinerario storico della città di Matera
Matera, conosciuta come antichissima “città troglodita”, non è esistita da sempre con le caratteristiche che noi tutti conosciamo, ma il suo particolare fenomeno urbanistico è unicamente l’effetto terminale di un processo insediativo evolutosi nel corso dei secoli attraverso il concorso di concomitanti fattori geografici, geologici, economici e politici: una particolare urbanizzazione generata dalla grande povertà di mezzi, ma sorretta da una tenace volontà insediativa.
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Come ogni insediamento umano permanente, il centro abitato affonda le sue origini in alcuni requisiti primari del territorio come la difendibilità, la presenza di acqua e di boschi, l’abbondanza di selvaggina e di terreni coltivabili.
Il colle della Civita, primario insediamento della futura città, si andava lentamente trasformando, assumendo la dimensione di un centro abitato, sia pur disarticolato, di natura agro pastorale. Un villaggio che tale rimaneva nel corso dei millenni dall’epoca del "bronzo" e del "ferro", sino al periodo "greco" e "romano". Solo nell’alto Medioevo, Matera, punto nevralgico, crocevia tra l’Oriente bizantino e l’Occidente, veniva fortificata ad opera principalmente dei Longobardi, che l’elevarono a "Castaldato". Un Castello, una cinta muraria, una presenza di strutture politico-amministrative e religiose fornivano al vecchio villaggio la connotazione di città.
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Nell’anno Mille, con l’arrivo dei Normanni, Matera si presenta con l’aspetto urbanistico abitativo sviluppato come centro fortificato nella parte alta del colle con una serie di casali che punteggiavano le scoscese pareti rocciose, attraverso una serie di “gradoni”, scendenti verso il fondo delle due grandi cave. Due anfiteatri naturali che nel corso dei secoli si trasformavano nei due rioni cittadini: Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Tra l’XI ed il XIV secolo, Matera, infeudata prima dagli Svevi e successivamente dagli Angioini, non subiva mutamenti sostanziali, ma riempiva i “vuoti” presenti nel suo contesto urbanistico. Solo alla fine del XIII ed i primi decenni del XIV secolo, soprattutto per merito dell’organizzazione ecclesiastica, venivano realizzati chiese e monasteri degni, per dimensione e funzione, della migliore storia dell’architettura romanico-pugliese.
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Tra il XV ed il XVI secolo, con l’appartenenza di Matera al Patrimonio Regio, il centro cittadino si trasferiva dalla cima del colle della Civita (Piazza della Cattedrale), ai suoi piedi (Piazza Sedile), consentendo un migliore collegamento tra i tre rioni della città: Civita, Sasso Barisano e Sasso Caveoso, oltre ad aprire nuove direttive urbanistiche che si sarebbero sviluppate nei secoli successivi.

Tra il XVII ed il XVIII secolo Matera diveniva sede della Regia Udienza e capoluogo della Basilicata. Il XIX secolo ed i primi anni del XX , particolarmente dopo il 1860, segnarono un periodo di stasi per lo sviluppo cittadino e si dovrà attendere l’elevazione di Matera a capoluogo di provincia per riprendere un cammino urbanistico in direzione delle colline.

Uno sviluppo che ha avuto il grande merito di impedire guasti e manomissioni nei tre rioni storici e consentire a Matera di fregiarsi dell’ambito riconoscimento di città dell’UNESCO. Una città che merita di essere scoperta, nei suoi intrinseci valori, anche attraverso una “Via Crucis” che rende, nel suo misticismo religioso, il risveglio di una sensibilità in grado di assorbire le unicità storico-urbanistiche che Matera presenta.

Mario TOMMASELLI
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